Archivi del mese: Maggio 2013

Mille cose


Avevo mille posti
dove andare a dormire
dove restare sveglio
a declamar follia.

Avevo mille cose
domani da finire.

Avevo mille ragioni
per affrontare la vita
a muso duro
senza paura.

E ora sono qua
questa notte
stanco.
E la vita…
eh, la vita gira al largo!

Allan Slowal

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Desiré La nostalgia


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Terry St Clair


Terry St Clair plays “Remember me” in Covent Garden.
Written by Terry St Clair this song is recorded in the CD
bLACK wHITE.
Great.
A.

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Lo smartphonetariato


Una volta ho visto un servizio in televisione, nel quale, un uomo, in Africa, con il proprio cellulare, controllava a distanza la caffettiera a casa sua e qualche altro aggeggio. Aveva una casa domotica. E il cronista ne esaltava l’utilità.
Solo che la casa era una baracca senza pavimento che dava su un villaggio di fango e niente. E allora ho pensato: siamo solo smartphonetari. Indipendentemente dal resto. Dalla casa, dal lavoro, dai doveri e dai diritti.
Così mi chiedo sempre: ma perché lo smartphonetario, invece di occuparsi di apps e quant’altro, non si occupa del fango davanti alla sua casa?
Perché lo smartphonetariato accetta di andare in pensione a cent’anni pur di possedere oggetti?

E allora mi è venuto in mente Marcuse:

“Qui i controlli sociali esigono che si sviluppi il bisogno ossessivo di produrre e consumare lo spreco; il bisogno di lavorare fino all’istupidimento, quando ciò non è più una necessità reale; il bisogno di modi di rilassarsi che alleviano e prolungano tale istupidimento; il bisogno di mantenere libertà ingannevoli come la libera concorrenza a prezzi amministrati, una stampa libera che si censura da sola, la scelta libera tra marche e aggeggi vari.
……………………………………………………………………………………….
La libera elezione dei padroni non abolisce né i padroni né gli schiavi. La libera scelta tra un’ampia varietà di beni e di servizi non significa libertà se questi beni e servizi alimentano i controlli sociali su una vita di fatica e di paura – se, cioè, alimentano l’alienazione.
E la riproduzione spontanea da parte dell’individuo di bisogni che gli sono stati imposti non costituisce una forma di autonomia: comprova soltanto l’efficacia dei controlli”.

Herbert Marcuse – L’uomo a una dimensione – 1964

E la spiegazione a questo passo l’ho trovata in un video di Natalino Balasso su You Tube. Basta digitare “Balasso testimonial televisori 3D”.

A.

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Ai confini del silenzio


Nuvole scure
su tetti desolati.

Nell’autunno
s’inseguono i ricordi
e sono foglie al vento.

Si sommano alla vita
resoconti mai finiti,
bilanci
tirati ad inventare.

Si affacciano dolenti
ghirlade di pensieri
su ruggini cancelli.

La strada è sempre quella.

La gente
saluta mentre passa.

Allan Slowal

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Silvano Paganelli


Circolo Copertina Compr

Silvano Paganelli – Circolo – 1973

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24/05/2013 · 15:19

Le piume degli angeli


Io conto le piume delle ali degli angeli.
Parto dai più piccoli ai più grandi.
Un mio collega conta le piume partendo dai più grandi ai più piccoli.
Un altro conta le piume dall’interno all’esterno.
Un altro ancora le conta dall’esterno all’interno.
Un altro conta quelle piccole.
Un altro quelle grandi.
Se non quadriamo, ricominciamo.
Ma tutto con urgenza perché bisogna dare I DATI.
Quello che riceve I DATI li passa ad un altro che li gira ad un altro
che li allega ad una relazione più ampia sul creato.
Il tutto va subito in archivio.
Su un angelo che lavora, 1000 stanno a contargli le piume.
Di questi 1000, 250 guadagnano 4 volte quello che guadagna lui.
100, 50 volte, 50, 100 volte, 10, 1000 volte.
E tutti si aspettano miracoli dal capo del paradiso.
Mentre il paradiso sta diventando un inferno.
Un paradossale, inutile e colpevole inferno.

Allan Slowal.

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Tredici di Giugno


Solo una volta
nella vita
è quel tredici di giugno.

Una stella
luminosa
s’allontana.

Ora tace
nella notte
il cuore
e l’anima
lo piange.

Allan Slowal

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Corsi e ricorsi


Figli di giornalisti
sguinzagliati sulle tracce di figli di attori
pubblicano le ultime fotografie
dei figli di milionari
presenti alle elezioni
di questa settimana.

Intanto tra la folla cominciano a scarseggiare
le brioches.

Si chiede in un articolo
il figlio di un grande intellettuale:
“perché non mangiano il pane?”

Allan Slowal

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