Attraversano stanze
fili metallici morti.
Cassetti riempiti di vuoto
lascio a spregevoli idee.
Rimpiange i bei tempi chi sa
che i bei tempi non sono mai stati.
Cade un bambino in un prato.
Il cielo è immobile.
Viene rimosso d’urgenza.
Io giro lo sguardo alla luce che gracchia
in una vite a specchio.
Il campanello di una bicicletta in delirio
sbiadisce in un bivio lontano.
L’invenzione lanciata sul filo del futuro
a destinazione è perduta.
Odora di niente.
Sussurra un ricordo lontano al mio cuore.
Lo verso nel tempo.
E scompare.
Allan Slowal