Archivi del mese: luglio 2015

Un percorso informale


Attraversano stanze
fili metallici morti.

Cassetti riempiti di vuoto
lascio a spregevoli idee.

Rimpiange i bei tempi chi sa
che i bei tempi non sono mai stati.

Cade un bambino in un prato.
Il cielo è immobile.
Viene rimosso d’urgenza.

Io giro lo sguardo alla luce che gracchia
in una vite a specchio.

Il campanello di una bicicletta in delirio
sbiadisce in un bivio lontano.

L’invenzione lanciata sul filo del futuro
a destinazione è perduta.
Odora di niente.

Sussurra un ricordo lontano al mio cuore.
Lo verso nel tempo.
E scompare.

 

Allan Slowal

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Tutti al proprio posto


Da quando sono arrivato
dalla grande Africa
ho conosciuto tanta gente.
Adesso ho anche qualche amico.

Perfino gente del posto
mi saluta
e si ferma a parlare un po’ con me.

Poi corre
a raggiungere il suo posto.

Perché qui tutti hanno un proprio posto.
E ho capito che considerano una fortuna
non muoversi da lì.

Questo vale anche per me
che vendo collanine, accendini
e portachiavi.
Anche io sto al mio posto.
Non posso andare oltre a questo.

Come quelli del posto sto al mio posto.

Siamo tutti immobili qui.
So che il governo approva le riforme
così che molti restino al proprio posto.

Solo
che i posti male illuminati
diventano sempre più bui.

Così
mi sembra
che da quando sono arrivato
siamo tutti più scuri.

Allan Slowal

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