Archivi del mese: marzo 2014

L’ultimo porto


Le vele gettate come spugne
sporche di sale e passato.
La bussola in pezzi
predice il futuro.
Percorre il silenzio
le assi sconnesse.
Nel porto
folate soltanto
di polvere
e vento.
Un inutile mare
si stinge davanti.

E un fantasma
si aggira per il ponte.
Osserva il timone
con la barra nel niente.
Indaga su una rotta perduta.

Solo,
senza una bandiera
da appendere al pennone.

Allan Slowal

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Klimt


2014 03 15_Klimt Kandinsky

Un sabato non nuvoloso, ma non di sole. Quello che tutti intendono quando dicono “sole”.

Un sole di Milano, sbiadito dal PIL e dalla borsa, attraversato dalla solita gru che fotografa sempre Giuseppe.

Così, io e la mia morosa, siamo riusciti ad andare a vedere la mostra organizzata a Palazzo Reale.

28 numeri di audioguida.

Abbiamo visto apprezzabili opere che chi ha la passione di conoscere bene, si gode di più.

Io, dal canto mio, mi sono incantato davanti alla strepitosa Salomè.

Infine, penso che anche i cartelli che dividevano le code Klimt – Kandinsky meritavano la giusta esposizione.

2014 03 15_Coda Klimt

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Il fucile di Hemingway


Non puoi più sognare
se non giorni passati
e infinite passioni,
gli amici
e le grandi allegrie.

Il ricordo di comprensive infermiere
non riesce a lenire il tormento
e non hai voglia di niente
da scrivere
con il nastro rosso.

Le gloriose ferite della gioventù
sono dolori da vecchio
e il mare è lontano
e l’avventura straniera.

La finestra è grigia
e opaca
e l’orizzonte
è uno stanco autunno di parole.

Quando il ragazzo è perduto
e l’anima smette di cercarlo
quello è il momento
del fucile di Hemingway.

Allan Slowal

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Crisi globale


La crisi coinvolge tutto il mondo.
Bisogna fare economia.
Sì,
di economisti.

A.S.

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Gli ultimi pensieri di Virginia


Vissi sapendo d’esser la migliore,
a cui è concesso tutto ciò che vuole.
Per nascita eguagliavo tutte le altre,
ma io le superavo per bellezza,
potevo giudicarle per l’ingegno.

Eppure, nonostante quella ch’ ero
confusi la mia parte con la vita
sprecando il fiore della giovinezza
in giochi dall’inutile disegno.

Conobbi la grandezza esasperata,
i desideri degni di un impero.

Ma non conobbi amore per amore:
vissi per me, nella speranza vana
che il tempo non sarebbe mai passato,
che il sogno non sarebbe mai finito
come succede invece alle signore.

Così tutto è svanito,
la dolce primavera,
il fascino, i profumi, trucchi e rose
perché non si ripara
la trama in questo genere di cose.

C’è sempre un modo di sciupar la vita,
di non capire cosa è più importante.

Il tempo fugge in un bacio perduto
in un biglietto che non hai mai avuto,
in una strada che credevi cara.

Io persi tutto in una notte amara
tradita e abbandonata in Rue Montaigne.

Oggi non mi dispiace di morire
sola e delusa in queste fioche ore.
Però voi mi dovrete seppellire
con la vestaglia verde di Compiègne,
con cui sedussi il grande imperatore.

Infine adesso so che tutto va,
bellezza, gloria, amori, mode e gente,
leggeri giorni di felicità.
Chiuso il sipario ormai non resta niente:
una storia da Comédie Francaise
ed una tomba grigia al Pere Lechaise.

Allan Slowal

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