Passavi fanciullina con tua madre
per via de’ Calzaiuoli
quand’ero ragazzino.
Ed eri così bella
che quando ti guardavo
dovevo chiuder gli occhi
come si fa col sole.
Sbiadivi le signore
solo a passargli accanto.
Andasti via, lontano.
Tu non avevi mai mezze misure.
E conoscesti uomini importanti,
anche un imperatore.
Ed alcuni divennero tuoi amanti.
Eri davvero bella,
bella più del sole.
Ma pure per il sole vien la sera.
Così a trent’anni eri una signora
con gli occhi tristi e i desideri stanchi.
In Francia ormai l’impero era finito,
la gente aveva altro a cui pensare
che corteggiare un fiore ormai sfiorito.
Gli amici tuoi ordivan solo guerre,
per quali fini io non so capire,
uomini in campo solo per morire.
I nobili padroni delle terre
ti hanno usata ed han costretto me,
senza rispetto
e senza mai un indugio,
tu nel tuo letto ed io con l’archibugio.
Ora ci sono uomini diversi
a scegliere il destino della gente.
Forse non sono più quelli di prima
però il cannone tuona nuovamente.
Lo sento in lontananza.
Io, dopo tutto quello che ho passato
non temo di morire in questa stanza
vecchio, solo e malato,
e prima di partir questa mattina
penso anche a te quand’eri fanciullina.
Allan Slowal