FDA


Abbiamo vissuto in un vortice di polvere,
come faceva Jones.
Ho sentito davvero
la libertà svegliarsi
ogni volta che ho suonato per gli amici
o per quei fruscii di ragazze
che mai più rivedrò

Abbiamo condiviso giorni
di vento e gioventù
cantando gli impiccati di Villon
e la Bellezza di Baudelaire.

E tutto è andato in fretta,
come una rosa di Malherbe,
una passante di Pol,
i rimpianti di Ronsard.

La vita come un giro di canzone.

Ed ora sono qua
sotto la pioggia fredda
di un gelido gennaio
così vicino a quello che rimane.

Pensando a te
mi son voltato indietro
e ho visto tanti amici.

Pensando a te
qualcuno s’è voltato
e forse,
forse per un istante
avrà pensato a me.

Allan Slowal – 11 gennaio 1999
Milano, Città Studi.
11 gennaio 2014, 15° anniversario
della morte di Fabrizio De André.

5 commenti

Archiviato in Poetry

5 risposte a “FDA

  1. Avatar di laulilla laulilla

    Bella lirica, molto triste, come è giusto quando si ricorda un passato che è volato senza che quasi ce ne accorgessimo. Il gelido gennaio ci riguarda tutti e niente come la pioggia ha la forza di evocare la tristezza per ciò che è stato, per l’attimo che se ne è andato in fretta, come la passante di Pol. Che poi deriva dalla passante di Baudelaire, una delle liriche che amo di più. L’ho persino citata a proposito del film di Bertolucci: L’ultimo tango a Parigi!

  2. Avatar di laulilla laulilla

    Spiegami un po’: grande perché l’ho citata? grande perchè ti è sembrata giusta in quel contesto? grande la recensione? Non credo, però, di meritare una così generosa definizione, per così poco! 😉

    • Blade Runner,
      dopo la famosissima “Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi….”, Steve Deckard fa questa considerazione:

      “Io non so perché mi salvò la vita.
      Forse in quegli ultimi momenti
      amava la vita più di quanto l’avesse mai amata,
      non solo la sua vita,
      la vita di chiunque, la mia vita…..”

      Ora, anch’ io, come Roy Batty, diventando sempre più vecchio apprezzo sempre di più le cose che sa creare la mente umana, e mi piace collegarle.
      Perciò quando mi hai ricordato la citazione dei versi del sonetto di Baudelaire in Ultimo tango a Parigi, che ho visto tanto tempo fa, e non rammentavo più, mi è piaciuto molto.
      Quindi: siamo partiti da Fabrizio De André, attraverso il quale, oltre ai suoi versi, abbiamo citato i suoi riferimenti a Edgar Lee Masters,ai grandi personaggi della poesia francese e siamo finiti a Bernardo Bertolucci mi è sembrato davvero grande.
      Tu che ne dici?
      Ciao.
      A.
      🙂

      P.S. E pure Blade Runner!

  3. Avatar di laulilla laulilla

    Dico che hai ragione. Anche a me piacciono i collegamenti , anche perché sono convinta che le creazioni dell’arte e della poesia sedimentano nella nostra mente e riemergoino per improvvise intuizioni e analogie. Grazie di questa risposta. Credo in effetti che Bertolucci conosca molto bene la poesia di Baudelaire e che l’abbia avuta presente nel suo bellissimo film
    L . 🙂

Lascia un commento