Abbiamo vissuto in un vortice di polvere,
come faceva Jones.
Ho sentito davvero
la libertà svegliarsi
ogni volta che ho suonato per gli amici
o per quei fruscii di ragazze
che mai più rivedrò
Abbiamo condiviso giorni
di vento e gioventù
cantando gli impiccati di Villon
e la Bellezza di Baudelaire.
E tutto è andato in fretta,
come una rosa di Malherbe,
una passante di Pol,
i rimpianti di Ronsard.
La vita come un giro di canzone.
Ed ora sono qua
sotto la pioggia fredda
di un gelido gennaio
così vicino a quello che rimane.
Pensando a te
mi son voltato indietro
e ho visto tanti amici.
Pensando a te
qualcuno s’è voltato
e forse,
forse per un istante
avrà pensato a me.
Allan Slowal – 11 gennaio 1999
Milano, Città Studi.
11 gennaio 2014, 15° anniversario
della morte di Fabrizio De André.