In coperta nel cuor della notte
sento la nave avanzare
mentre osservo la luna
e la calma del mare.
E ripenso a mio padre,
sulle rotte lontane
che mia madre
non poté più aspettare
perché presto la prese la morte
in un pallido e tetro mattino.
Marinaio a mia volta
senza minima colpa
se non la mia sorte.
crebbi solo guardando
il mio buio destino.
Ogni giorno il lavoro
di funi e di cielo
mi ha insegnato a sentire
il pericolo e il vento.
Il maltempo e i pirati.
E li sento
crudeli e dannati
figli d’odio e violenza
fanno stragi ad ogni arrembaggio.
Sanno togliere fiato e speranza
a ogni nave e al piegato equipaggio.
Scampato a tifoni e uragani
potrei già morire domani
per mano di folli banditi.
E ancora mi chiedo sgomento
che senso avrà mai questa vita
appesa ai pennoni e le vele
di una povera nave nel vento.
A nessuno fu data risposta,
nemmeno agli uomini grandi
che san leggere e sanno pensare.
Che senso ha il mio aspettare
di vedere mio padre tornare,
e domani una nave bruciare
come vidi mia madre morire.
Lo chiedo alla luna stavolta
anche se
già lo so
non le importa.
Allan Slowal