Archivi del giorno: 22/06/2013

Saurburland. Anno 2213. Un racconto di fantascienza


Saurburland, 2213.
Tra le varie attività rimaste dopo la crisi delle crisi, vi era l’allevamento dei cavalli.
Essi, normalmente, venivano tenuti con la schiena per terra e le zampe in alto, come era stato deciso dal popolo sovrano, che quindi ne portava tutto il peso della responsabilità e ne pagava le eventuali conseguenze.
La manutenzione dei corral e delle stalle, l’acquisto della biada, i costi dei prodotti veterinari, nonché le spese per la carta, i software, gli hardware, i datawarehouse, gli informatici, gli ingegneri, gli statistici, gli amministrativi, i tecnici, i legali, i consulenti, i meteorologi, i fisici, le ballerine e le paghe dei cow-boys, alla fine dell’anno superavano di gran lunga i ricavi. Considerata anche l’incomprensibile moria dei cavalli.
I capi delle contee, chiamati periodicamente presso la sede del governo, recepivano le ultime direttive.
Questi si rivolgevano quindi agli horse-manager per istruirli sulle nuove procedure.
Gli horse-manager, organizzavano delle riunioni con i direttori dei ranch, ai quali venivano dati prospetti da compilare, modelli da redigere, situazioni da descrivere, protocolli di qualità a cui attenersi, codici etici da rispettare e far rispettate, compiti da assegnare.
I Direttori dei ranch riunivano i vari direttori di settore ai quali spiegavano le nuove normative.
I direttori di settore organizzavano lunghe riunioni con i dirigenti, i dirigenti con i soprastanti e alla fine i soprastanti riferivano ai cow-boys le poche cose che dovevano sapere.
Perciò, in ottemperanza a quanto disposto, venivano contati i peli delle code dei cavalli, i peli delle criniere, venivano fatte descrivere le sfumatore dei colori del manto, venivano contate le eventuali macchie bianche sulla fronte dei cavalli, si facevano tingere gli zoccoli e si faceva in modo che i cow-boys, esortati all’obbedienza da appositi motivatori, venissero valutati mediante meccanismi di giudizio annuale attraverso i quali avrebbero potuto subire severe sanzioni. Soprattutto se si fossero lamentati per la posizione in cui venivano tenuti i cavalli.
Infine, i dati raccolti venivano poi inoltrati a commissioni che li recepivano e li inoltravano a loro volta ad altri esperti che li immettevano in speciali programmi informatici che favorivano un’analisi dei risultati.
Nonostante tutte queste lodevoli iniziative, i cavalli morivano lo stesso e i guadagni non arrivavano mai. Perciò vennero chiamati al loro capezzale degli esperti dottori commercialisti. Ma anche così i risultati non cambiavano. Anzi, peggioravano.
Ad un certo punto il presidente del paese prese una drastica decisione.
Istituì una commissione di 100 esperti, i migliori: avvocati, esperti della comunicazione, giornalisti, banchieri, artisti e registi (questi per far contenta l’opposizione), geologi e milionari vari, spendendo l’equivalente della paga di 100.000 cow-boys per 10 anni.
Vennero quindi istituite altre commissioni locali formate da economisti, statistici, designer, ex calciatori e stilisti, per una spesa pari alla paga di altri 100.000 cow-boys per 10 anni.
La commissione principale, acquisiti i pareri delle commissioni locali, stese una relazione il cui scopo precipuo era ottenere, attraverso la razionalizzazione dell’attività, un rapido processo che, con efficienza ed efficacia, risolvesse i problemi dei ranch. Perciò, dopo alcuni anni, si giunse all’unanimità alla decisione di assumere delle drastiche iniziative per il bene del paese, nell’interesse della nazione e dei cittadini, che, per altro, accolsero con entusiasmo e grande soddisfazione questa novità.
Quindi, alla fine del processo di innovazione, vennero date disposizioni affinchè venisse stipulato un contratto con un’azienda specializzata che, con regolarità, grande severità e giusta determinazione, si occupasse quotidiamnamente di frustare i cow-boys.

A.S.

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